Ritorna in auge la vecchia rubrica delle domande esistenziali, con il tanto atteso terzo numero!
Proprio l'altro ieri discutevo insieme a Peppe del mio ultimo esame (vedi post precedenti): microbiologia. Poi non so perchè ma, parlando di virus, retro-virus, flusso dell'informazione genetica, nascita e sviluppo delle cellule e della vita, siamo arrivati poi al punto morto, al nocciolo della nostra stessa esistenza: COME SI E' CREATA LA MATERIA?
Voglio assicurarvi che non avevamo bevuto troppo, nè eravamo sotto effetto di qualche stupefacente. Come prova metto questa nostra foto risalente alla sera del fatto.
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| Me and Peppe |
Ecco, fatta questa premessa posso continuare la divagazione..ehm il discorso... Comunque la nostra non era una domanda stupida, tutt'al più saranno stupidi quella che se la sono posta (la domanda). Ma a parte tutto è pur sempre un'occasione per riflettere un po'. Così come dei moderni Sherlok Holmes e dottor Watson, abbiamo cercato di analizzare la questione con i mezzi che avevamo a disposizione: un punto di vista creazionistico oppure con un metodo scientifico. E già qui si è ad un bivio difficilmente risolubile. Se considero che qualcuno ha creato la materia, poi devo pormi il problema del cosa, come dove e perché si è venuto a creare quel qualcuno. Da qui non ce ne usciamo più perchè siamo in un circolo vizioso.
Se invece procediamo razionalmente con un ragionamento scientifico, non siamo ancora in grado di dare una risposta precisa. E' strano ma le basi stesse della matematica (che ci permette di codificare tutto in un linguaggio scientificamente esatto e universale) sembrano avere un problema di fondo, perchè non riescono a soddisfare pienamente la descrizione di avvenimenti accaduti al di fuori del nostro ambiente-mondo. Infatti le due cose che comandano il nostro universo sono spazio e tempo. E' stato teorizzato (da un certo Alberto Einstenio mi pare...) che il tempo fosse relativo, ma basta pensare, per rendercene conto, che per noi il tempo di 1 secondo è brevissimo, mentre per i batteri ( per i quali uno è un nonno se ha più di 48 ore) è un tempo lunghissimo, e le sue attività prendono tempi dell'ordine degli infinitesimi. Al contrario per noi un secolo è più di una vita, per un albero è un tempo non così tanto lungo. Inoltre il tempo cambia a seconda se si è sulla Terra o in orbita ecc. ( per quest'ultima cosa c'è un esperimento fatto con due treni identici che poi non mi ricordo come andava a finire, ma entrambi percorrevano una stessa lunghezza alla stessa altissima velocità, solo che uno segnava un tempo e l'altro pochi millesimi in meno). Partendo da questi presupposti si può dunque considerare il tempo come infinito e infinitesimo. Infatti possiamo immaginare quantità di tempo enormi (i famosi eoni) e ci sono strumenti in grado di percepire frazioni di tempo piccolissime. Stando alla matematica potrei frazionare il tempo di 1 secondo infinite volte. Ma se ogni punto che trovo lo posso dividere a sua volta, sarà come giocare alle Matrioske! E per di più non mi muoverò da quel preciso istante in cui rimango bloccato nelle infinite frazioni.
A questo punto due sono le cose: o il tempo non esiste ed è tipo congelato, oppure i mezzi che abbiamo non bastano a capirlo, ma sono solo un espediente per descriverlo e cercare di catturare il segreto del suo fluire.
Lo stesso identico discorso vale per lo spazio, ma dato che già siete tornati a farvi i cazzi degli altri su Faccialibbro, lo lascio in sospeso e chi vuole si fa una ricerca su wikipedia. Occhio a non intasarla!
Comunque, da qui, sempre io e Peppe (sì quelli della foto a Parigi), abbiamo capito che c'è un problema di fondo e che molto probabilmente millenni di evoluzione del pensiero e della mente umana, non sono serviti ad altro che a complicarci la vita con cose inutili, quando, infine, il nostro vero scopo è vivere e basta. Non siamo adatti a capire il mistero del mondo in cui viviamo! Alla fine anche le piante hanno fatto così e se la passano alla grande sin dal lontano carbonifero in cui sono cominciate a comparire. Solo noi siamo rimasti sempre gli stessi zotici, nonostante dalle caverne siamo passati ai grattacieli.
Diamoci una regolata dai!

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